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Dal blog a oggi

Era il 2005 quando cominciai a leggere il blog di Beppe Grillo. Era lo stesso anno quando cominciai l’avventura del Meetup.

Ci si trovava il lunedì sera, nel soggiorno di casa mia, eravamo 8/10 persone, ci eravamo conosciuti attraverso la piattaforma e ci sembrava incredibile vederci di persona. Ricordo Maurizio, un ingegnere (poi divenuto un grande amico) che mi spiegava le basi del risparmio energetico e della decrescita. Ricordo sua moglie, una biologa, che mi educava al rispetto dell’ambiente. Ricordo tutto. 

PSR Veneto 2014-2020: giovani agricoltori “sedotti e abbandonati”

L’applicazione del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 per il Veneto ha delle gravi falle che mettono in seria difficoltà i giovani imprenditori in primo insediamento in agricoltura, nonostante il programma sia stato pensato per promuovere il ricambio generazionale favorendo l’insediamento dei giovani in agricoltura. Tale misura infatti prevede la corresponsione di un premio di circa 15000 euro a bando, volto a incentivare la costituzione e lo sviluppo di imprese competitive e giovani, rispettose dell’ambiente e integrate nel territorio rurale. 

Ecomafie: lo smaltimento illegale di rifiuti è uno dei business più redditizi

Il rapporto della Direzione investigativa antimafia (Dia) relativo al secondo semestre del 2016, è stato reso noto nei giorni scorsi, rivelando come le mafie inquinino bonifiche e appalti.

Sappiamo bene che la mafia è largamente infiltrata nella nostra società, ha creato un importante mercato nei settori più disparati influenzando la politica e la società. L’ultimo rapporto della Dia ha fatto riferimento a una “vocazione imprenditoriale” delle cosche, che si è estesa in diversi settori, dal traffico internazionale di stupefacenti allo smaltimento dei rifiuti. 

La crisi delle popolari venete e l’incapacità di governo, Banca d’Italia e Regione Veneto

L’articolo di Enrico Grazzini (apparso oggi su Eunews e pubblicato il 4 luglio su Micromega online) mette in luce molto bene come la crisi delle popolari venete sia la dimostrazione dell’evidente incapacità del governo italiano, della Banca d’Italia e della Regione Veneto a gestirla.

Le attività bancarie sono fallite e sono state regalate a Banca Intesa (che le ha comprate per un euro).

Il governo non si è assolutamente preoccupato della situazione e ha pensato bene di risolverla usando i soldi dei contribuenti italiani, impegnandosi per circa 17 miliardi. Ancora una volta a farne le spese sono i cittadini e a raccogliere i profitti è una banca: Banca Intesa. 

Boom di vendite per le bici elettriche: le maggiori case costruttrici sono venete

10mila bici elettriche sono state vendute nel 2016 in Italia, registrando un aumento del 78% rispetto all’anno precedente. Moltissime case costruttrici sono italiane e grazie alla loro produzione si è registrato anche un aumento dei posti di lavoro del 28,5% (merito delle 800 aziende produttrici nel settore bici).

La bicicletta è un mezzo di trasporto che fa bene alla salute, è economico e rispetta l’ambiente, ma la nuova frontiera è la bicicletta elettrica (a pedalata assistita o con motore elettrico). La e-bike si presenta infatti come una valida alternativa ai tradizionali mezzi di trasporto, unendo i benefici della bicicletta classica, la comodità dell’elettrico e conservando il lato ecologico, poiché non emette sostanze inquinanti.

Le imprese italiane che investono nell’industria 4.0 e nell’e-commerce sono ancora poche

La maggioranza delle aziende manifatturiere italiane non ha ancora adattato o incrementato le tecnologie dell’Industria 4.0. La digital economy è un tipo di economia che si basa sulle tecnologie digitali sfruttando i dispositivi informatici, inclusi gli strumenti hardware e software e che si fonda principalmente sulla digitalizzazione, sul mondo virtuale e sull’innovazione. Un’economia che sta facendo passi da gigante nel mondo intero.

In Italia invece, secondo gli ultimi dati Istat, le aziende che nel 2017 hanno provveduto a rinnovare i propri sistemi di produzioni sono solo sei su 22: gli autoveicoli, l’elettronica, le apparecchiature elettriche, la farmaceutica, la metallurgia e i macchinari. 

Il tasso di disoccupazione in Italia è molto più alto delle stime Istat

I dati sulla disoccupazione in Italia sono fin troppo ottimistici: una recente ricerca della Fondazione Giuseppe Di Vittorio ha infatti dimostrato che i dati rilasciati dalla Banca centrale europea qualche mese fa, in realtà non sono giusti poiché a quanto pare il tasso di disoccupazione reale nel 2016 non si sarebbe fermato all’11,7% ma sarebbe arrivato al 23,8%.

Il dato rilevante è che ci sarebbero forze di lavoro “nascoste”: per essere considerati occupati basta infatti svolgere solo un’ora di lavoro in una settimana. Anche chi è alla ricerca di un posto di lavoro è considerato disoccupato.