Europa

Votato a Strasburgo l’accordo per la cooperazione tra Paesi del Mediterraneo

Oggi in sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo è stata approvata la partecipazione finanziaria dell’Unione europea al Partenariato per la ricerca e l’innovazione nell’area del Mediterraneo (PRIMA), che finalmente vedrà la sua attuazione.

L’attuale situazione geopolitica nel Mediterraneo ci induce a riflettere sulle sfide che le economie del Sud si trovano ad affrontare e sul potenziale effetto leva per lo sviluppo nella regione. Un miglioramento delle condizioni di vita è tra le principali richieste dei cittadini del Mediterraneo, che si trovano ad affrontare una situazione di estrema vulnerabilità, dovuta a vari fattori quali i conflitti armati, l’instabilità politica, il cambiamento climatico, la gestione insostenibile delle risorse e la rapida crescita della popolazione, oltre all’impossibilità di accesso al cibo e all’acqua che è di fondamentale importanza politica, sociale e economica nella regione. Tutte variabili che danno il via ai forti flussi migratori. 

Visita studio delegazione Confartigianato Padova a Bruxelles

 

Oggi al Parlamento europeo a Bruxelles abbiamo accolto una delegazione di Confartigianato Padova.

Abbiamo voluto organizzare un momento di riflessione e discussione riguardo le sfide, gli ostacoli e le opportunità per l’impresa artigiana in Europa e nel mondo. Alcuni esperti hanno preso parte al dibattito, quali la Dr.ssa Debora Lepre, Primo Consigliere per la politica commerciale presso la Rappresentanza Permanente dell’Italia presso la UE, il Dr. Fabio Domanico, funzionario nell’Unità “Proprietà intellettuale e lotta alla contraffazione”, DG industria, mercato interno e PMI, della Commissione europea, Dr.ssa Barbara Van Liedekerke, dell’Unità “Qualifiche professionali e skills”, DG Industria, mercato interno e PMI della Commissione europea e la Dr.ssa Alice Lazioli, rappresentante dell’ufficio di Confartigianato a Bruxelles. 

Piattaforme online: aumentare trasparenza dei dati raccolti ed evitare recensioni fake

Stamattina a Strasburgo nella riunione congiunta delle Commissioni ITRE-IMCO abbiamo approvato la relazione sulle piattaforme online. L’obiettivo principale di questo dossier è quello di creare un ecosistema favorevole per lo sviluppo di piattaforme online europee, che ad oggi nel loro insieme rappresentano soltanto il 4% del mercato globale.

Siamo soddisfatti del lavoro svolto su questo dossier e in particolare sono stati approvati i nostri emendamenti riguardanti la responsabilità delle piattaforme online, la trasparenza e le recensioni false. 

Antidumping e trasparenza: diciamo stop alle pratiche commerciali sleali

Ieri nell’ambito del mio mandato come membro della commissione per il commercio internazionale ho partecipato al primo trilogo sulla modernizzazione della legislazione comunitaria in materia di strumenti di difesa commerciale. E’ questo un tema di grande rilevanza per le nostre imprese, perché riguarda in maniera diretta la difesa a livello europeo dalle pratiche commerciali sleali quali, ad esempio, il dumping praticato da paesi come la Cina. Il dumping consiste nella pratica di vendere un bene su un mercato estero a un prezzo inferiore rispetto a quello praticato sul mercato interno.

Piattaforme online: solo il 4% sono europee, la maggior parte emigrano negli Stati Uniti e in Asia

Le piattaforme online (PO) sono ormai molto diffuse in Europa e hanno rivitalizzato i mercati riuscendo a creare una connessione migliore tra compratori e venditori di beni e servizi. Si sviluppano in varie forme e dimensioni passando per l’economia collaborativa, (Blablacar, Couchsurfing), alle piattaforme di prenotazioni online per alloggi (Booking, Airbnb), ai motori di ricerca (Wikipedia), social media (Facebook, Twitter, Linkedin, ecc.) e punti vendita di contenuti creativi e sistemi di finanziamento (come le piattaforme online di Crowfonding, nelle quali si finanziano progetti sociali e imprenditoriali).

L’Unione europea intende favorire la promozione e lo sviluppo di questo nuovo modello imprenditoriale che ha molti aspetti positivi per l’economia europea.

Horizon2020: ricerca e innovazione, ma necessaria attenzione alle PMI

Ieri in Commissione ITRE (Industria, Ricerca, Energia) al Parlamento europeo si è discusso il programma Horizon2020, il programma europeo per la ricerca e l’innovazione per il periodo 2014-2020.

Horizon2020 vuole assicurare all’Europa l’eccellenza scientifica e leadership industriale, rimuovendo gli ostacoli che impediscono l’innovazione sia nel settore pubblico che in quello privato. L’obiettivo è assicurare che l’Europa produca una scienza e tecnologia di primato mondiale in grado di stimolare la crescita economica.

Nell’ambito della valutazione intermedia del programma, abbiamo presentato alcuni emendamenti volti a migliorarne il potenziale.

WiFi4EU: vogliamo aumentare il budget dell’UE per una connessione internet gratuita in Europa

Oggi la Commissione ITRE del Parlamento Europeo (Industria, Ricerca ed Energia) ha approvato il piano WiFi4EU, un ambizioso progetto che mira a promuovere le connessioni Wi-Fi gratuite per i cittadini e i visitatori in spazi pubblici quali parchi, piazze, edifici pubblici, biblioteche, musei e ospedali in tutta l’Europa. Il piano della Commissione europea punta a risolvere la mancanza di una connettività omogenea in alcune regioni d’Europa e rappresenta una prima risposta ai bisogni delle popolazioni locali, che molto spesso sono tagliate fuori a causa delle scarse infrastrutture, creando un vero e proprio divario digitale. 

Sosteniamo l’appello a Juncker per la tutela del suolo

In occasione della Giornata mondiale della Terra del 22 aprile, People4Soil (una rete di ONG europee, associazioni, istituti di ricerca e gruppi ambientalisti) ha lanciato una petizione per chiedere alle istituzioni europee di adottare e promuovere una normativa specifica per la tutela del suolo in Europa.

L’appello lanciato dai promotori dell’iniziativa fa riferimento all’obiettivo delle Nazioni Unite di fermare il degrado del suolo a livello globale entro il 2030;

in effetti al momento non esiste una normativa (la proposta di Direttiva Quadro sul suolo è stata ritirata nel maggio del 2014 dopo otto anni di blocco da parte di una minoranza di Stati Membri) e l’avanzata del cemento rappresenta un grave problema europeo che dovrebbe essere regolarizzato e bloccato attraverso linee guida vincolanti per gli stati membri e imposte dalla Commissione europea.