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Pfas, Commissione ha chiesto una valutazione sui rischi per la salute

Continua ad impensierire il caso Pfas, sostanza inquinante riscontrata nelle acque di un’ampia area della regione Veneto. Commissione Ue chiede valutazione all’EFSA

La Commissione europea ha chiesto all’EFSA, l’Autorità per la sicurezza alimentare, una valutazione scientifica sui rischi per la salute umana legati alla presenza di PFAS negli alimenti.

L’Autorità ha, dunque, rilasciato un primo parere scientifico riguardante i principali PFAS, noti come perfluorottano sulfonato (PFOS) e acido perfluoroottanoico (PFOA), due sostanze chimiche che persistono nell’ambiente a causa del loro lento degrado e che possono inoltre accumularsi nell’organismo umano impiegando molti anni prima di essere eliminate.

Le conclusioni cui è giunta l’EFSA sono provvisorie e verranno riviste durante il completamento della seconda parte dello studio, che si concentrerà sulla valutazione dei rimanenti PFAS e sui possibili rischi per la salute umana provenienti da queste sostanze.

Intanto l’ISPRA ha quantificato il danno da Pfas in Veneto: 136,8 milioni di euro. Ne ho parlato nell’articolo “Veneto avvelenato da Pfas: danno per 136,8 milioni di euro”.

L’EFSA sta inoltre sviluppando, al momento, dei quadri metodologi per valutare l’esposizione congiunta a più sostanze chimiche: le conclusioni di questo quadro risulteranno utili ed importanti anche per lo studio su questi inquinanti che sono spesso presenti come miscele nella catena alimentare. L’EFSA ha già sviluppato alcuni approcci per valutare l’esposizione combinata dell’uomo a più pesticidi e contaminanti; al momento sta approfondendo nuovi metodi e strumenti per armonizzare le modalità con cui vengono valutati i rischi per l’uomo e l’ambiente connessi a sostanze chimiche multiple nella catena alimentare, ovvero le “miscele chimiche” e i loro “effetti cocktail”.

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