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Periodo nero per le imprese artigiane: in 10 anni chiuse 165mila attività

Un decennio nero per le imprese artigiane in Italia: in dieci anni sono state chiuse 165 mila attività. Un colpo duro all’anima del Belpaese che da sempre è “artigiana”

Crisi nera per le imprese artigiane: in aumento il numero delle saracinesche abbassate. In Italia il periodo nero dura da troppo: 10 anni. A rivelare questo terribile dato è la Cgia di Mestre. Se nell’ultimo anno lo stock complessivo presente in Italia è sceso di oltre 16.300 unità, negli ultimi 10 anni, invece, la contrazione è stata pesantissima: -165.500 attività.

Le ragioni di questa moria? La caduta dei consumi delle famiglie e la loro lenta ripresa – ha affermato Paolo Zabeo, coordinatore dell’ufficio Studi -, l’aumento della pressione fiscale e l’esplosione del costo degli affitti hanno spinto fuori mercato molte attività, senza contare che l’avvento delle nuove tecnologie e delle produzioni in serie hanno relegato in posizioni di marginalità molte professioni caratterizzate da un’elevata capacità manuale”.

A livello territoriale, è il Sud la macro area dove la crisi si è sentita di più. Tra il 2009 e il 2018 in Sardegna la diminuzione del numero d’imprese artigiane attive è stata del 18 per cento. Seguono l’Abruzzo con una contrazione del 17,2 per cento, l’Umbria, che comunque è riconducibile alla ripartizione geografica del Centro, con – 15,3 per cento, la Basilicata con il 15,1 per cento e la Sicilia, sempre con il -15,1 per cento, che ha perso 12.747 attività. Nell’ultimo anno, invece, la regione meno virtuosa d’Italia è stata la Basilicata con una diminuzione dello stock dell’1,9 per cento.

L’artigianato è la spina dorsale dell’economia italiana, e il dato emerso dallo studio presentato dalla Cgia Mestre è preoccupante. A pagarne le conseguenze, ancora una volta, sono le piccole e medie imprese, cuore della tradizione e della cultura del nostro Paese, mortificate dalla crisi.

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