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Veneto avvelenato da Pfas: danno per 136,8 milioni di euro

L’ISPRA ha quantificato il danno in Veneto da Pfas: 136,8 milioni di euro nelle province di Vicenza, Verona e Padova. Per le mamme No Pfas è una buona notizia, ma “Prevenire è meglio che curare”

L’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha certificato che il danno da Pfas in Veneto è pari a 136,8 milioni di euro, nelle province di Vicenza, Verona e Padova.

Ora, il Ministero si potrà costituire parte in giudizio tramite l’Avvocatura di Stato nel processo che vede coinvolta l’azienda Miteni di Trissino, rea di aver provocato un’enorme disastro ambientale, a seguito dello sversamento selvaggio di sostante dannose per l’uomo.

Proprio sui danni si è espresso un luminare, il Prof. Foresta, endocrinologo dell’Università di Padova, con il suo team di ricercatori che, a seguito ad un’attenta revisione dei dati da parte del Dipartimento di Biochimica della S. Louis University, ha affermato che i Pfas sono prodotti chimici simili agli acidi grassi. Questo fa sì che l’organismo non li veda ed è per questo che permangono nel corpo umano a lungo. Si legano alle cellule, posizionandosi sui recettori del testosterone, prendendone il posto.

Questo causa molteplici problemi soprattutto ai maschi:

  • riducono del 40% l’attività del testosterone, con tutti i problemi legati all’infertilità (riduzione del liquido seminale, riduzione della grandezza del pene, testicoli più piccoli);
  • creano effetti negativi sullo sviluppo embrionale e nell’adolescenza.

Per le Mamme No Pfas è una buona notizia il riconoscimento di un danno quantificato. Tuttavia, per loro: “Prevenire è meglio che curare. Quanti soldi dovremo tirar fuori per sistemare questo enorme problema? Noi puntiamo ancor di più ai limiti a zero. Possono bastare 100, 500 o 800 milioni di euro? Per fare cosa? Bonificare il sito dell’azienda? La falda non può essere pulita, le spese sanitarie di screening o plasmaferesi?).

Massimo Pozza Almisano, un papà del gruppo Mamme No Pfas (spesso si definisce mammo) e Laura Facciolo, anche lei una Mamma No Pfas, hanno dichiarato: “Finalmente ci sono dei numeri, finalmente qualcuno tenta di fare la stima dei danni. Ma i numero che escono, sebbene alti, sembrano irrisori. Questi 136 milioni sono la stima dei danni ambientali. Ma ci sembrerebbe corretto avere anche una stima dei danni sanitari e una stima dei danni economici. Finché non ci saranno dei limiti nazionali, ci saranno aziende che continueranno a sversare indisturbate”.

Con la salute non si scherza e per troppo tempo la presenza dei Pfas è stata omessa. Il detto “Chi sbaglia paga” non vale quando di mezzo c’è proprio la salute.

Indietro, purtroppo, non si torna ed ora una grossa fetta di popolazione veneta è ormai avvelenata. Quel che c’è da fare adesso è prevenire, per evitare che ci siano altri danni domani.

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