Legambiente: pubblicato Mal’aria, il dossier sull’inquinamento

Quello che emerge da Mal’aria 2019, il dossier sull’inquinamento atmosferico di Legambiente, è allarmante: in aumento le morti premature per inquinamento

Una situazione allarmante è quella presentata da Mal’aria, il dossier di Legambiente che ogni anno ci mostra il livello di inquinamento atmosferico che viviamo in Italia.

Brescia è la città che ha superato il maggior numero di giornate fuorilegge con 150 giorni (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), seguita da Lodi (149) e Monza (140).

Città soffocate dallo smog, dove l’aria è irrespirabile sia d’inverno, sia d’estate e dove l’auto privata continua ad essere di gran lunga il mezzo più utilizzato, se ne contano 38 milioni e soddisfano complessivamente il 65,3% degli spostamenti.

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Insomma, da questi primi dati è chiaro che abbiamo vissuto un anno da codice rosso per la qualità dell’aria, segnato anche dal deferimento dell’Italia alla Corte di giustizia europea in merito alle procedure d’infrazione per qualità dell’aria e che costerà multe salate alla Penisola.

Un quadro, dunque, davvero preoccupante che per Legambiente indica l’urgenza a livello nazionale di pianificare misure strutturali capaci di abbattere drasticamente le concentrazioni di inquinamento presenti e di riportare l’aria a livelli qualitativamente accettabili.

Misure che, purtroppo, spesso oggi mancano, dimenticando così che ogni anno in Europa, stando ai dati dell’Agenzia Europea per l’ambiente, sono oltre 422mila le morti premature all’anno per inquinamento atmosferico e l’Italia si colloca tra i paesi europei peggiori, con più decessi in rapporto alla popolazione. L’inquinamento oltre ad uccidere, danneggia l’economia. Se ci ammaliamo e stiamo male non possiamo contribuire, ma dobbiamo essere curate, ergo, alti costi per lo Stato.

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