Trivelle

Trivelle, la querelle che divide l’Esecutivo

Trivelle sì, trivelle no. Questo è il leitmotiv che si sente ultimamente al Governo e che fa perdere tempo, tra l’altro, prezioso alla situazione ambientale. Serve un segnale forte per contrastare i cambiamenti climatici e invece…

… e invece, sul caso trivelle siamo alla deriva. La spaccatura che si è creata al Governo sulla questione c’è, e diverse associazioni ambientaliste si dicono deluse dalla confusione che si è creata, soprattutto da chi si è sempre mostrato a sostegno dell’ambiente, mentre ora sembra aver cambiato idea.

I nostri mari sono stati presi d’assalto -come miele per gli orsi- dalle compagnie petrolifere. Ma siamo sicuri che ci sia davvero l’oro nero e che valga la pena torturare i nostri fondali?

Il petrolio presente in Italia è scadente, in qualità e quantità. La tecnica utilizzata per effettuare indagini di ricerca sismica avviene con l’utilizzo degli airgun, e gli impatti che questa tecnica hanno sull’ambiente sono enormi e negativi.

Sulla questione si è espressa Giorgia Monti, responsabile della campagna Mare di Greenpeace Italia: “È ora che questa follia si concluda, non ha alcun senso continuare a bombardare il nostro mare per estrarre riserve limitate che non ci garantiscono nessuna indipendenza energetica, ma solo rischi ambientali ed economici”.

Tutt’altro che distante il parere di Legambiente, sempre sulla questione Trivelle. Il Presidente Stefano Ciafani: “Abbiamo denunciato con forza l’operato del governo Berlusconi che nel 2010 permise le trivellazioni di petrolio nel Golfo di Taranto e quello dell’esecutivo Renzi che nel 2014 approvò il decreto Sblocca Italia pro-trivelle. Non faremo sconti neanche alle due forze della maggioranza attuale se non praticheranno quello che hanno predicato fino al giorno prima dell’insediamento del “governo del cambiamento”.

Insomma, si parla tanto di agire in fretta, di non avere un piano B (neanche un pianeta B), allora perché perdere tempo? Servono, anche con urgenza, delle politiche mirate ad una gestione economica sostenibile del nostro territorio. L’Italia ha tante ricchezze: turismo, comparto agroalimentare, pesca e PMI, piccolo grande motore del nostro sistema economico, perché non usarle al meglio?

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