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Veneto, Pfas: arriva l’ordinanza che vieta il consumo di pesce

La Regione Veneto ha emesso una nuova ordinanza che vieta il consumo di pesce pescato nelle aree inquinata da Pfas. Un problema annoso, sommerso dal “silenzio”

Vietato il consumo di pesce pescato nell’area rossaper elevate concentrazioni di PFOS riscontrate con evidente accumulo e probabile tossicità per l’uomo”. Questo, è parte del contenuto dell’ordinanza numero 5 dell’8 gennaio 2019 della Giunta Regionale Veneta che fino al 30 giugno 2019 vieta il consumo di pesce proveniente dalle aree che sono state riscontrate positive ai PFAS.

Si tratta di una grossa fetta del territorio Veneto le cui falde acquifere sono state avvelenate dall’acido perfluorottansolfonico, noto anche come PFAS appunto, e che comprende tre province: Verona, Vicenza e Padova.

Verona:

Albaredo d’Adige, Arcole, Bevilacqua, Bonavigo, Boschi sant’Anna, Cologna Veneta, Legnago, Minerbe, Pressana, Roveredo di Guà, Terrazzo, Veronella e Zimella.

Vicenza:

Agugliaro, Alonte, Asigliano Veneto, Brendola, Lonigo, Noventa Vicentina, Orgiano, Pojana Maggiore, Sarego, Val Liona.

Padova:

Borgo Veneto, Casale di Scodosia, Lozzo Atestino, Megliadino San Vitale, Merlara, Montagnana, Urbana.

I Pfas sono degli acidi in forma liquida molto dannosi per la nostra salute perché sono in grado di interferire sul sistema endocrino, compromettendo crescita e fertilità, oltre ad essere sostanze cancerogene.

Insomma, stiamo parlando una vera contaminazione che al momento sembra non interessare a nessuno, o quasi. In Olanda c’è stata una presa di posizione per quanto concerne le valutazioni formulate dall’EFSA (Autorità europea per la sicurezza alimentare) sui rischi legati alla presenza di Pfoa nella catena alimentare. E in Italia? Governo e Regione non si sono ancora espressi sulla questione, intanto, però, il rischio di contaminazione per i cittadini persiste. Anche a livello europeo tutto tace.

Da parte mia c’è tutta la volontà di collaborare per mettere in atto una strategia, affinché non si lasci nel dimenticatoio il problema. Io stesso, nel 2016, partecipai pagando avvocati per la presentazione del ricorso al Tar per impugnare la delibera regionale che recepiva i valori Pfas nelle acque della regione. All’epoca si gridava a gran voce: “Dov’è il green act promesso da Renzi?”, oggi però, nonostante il cambio di Governo, la situazione è rimasta la stessa.

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