Cina

Epifania, tanti giochi nella calza, ma la maggior parte sono made in Cina  

Quest’anno la Befana ha riempito le calze con giochi made in Cina. I giocattoli italiani sono stati, invece, apprezzati all’estero grazie a 350 PMI che hanno esportato giochi per 369 milioni di euro

La Befana è una delle festività più amate dagli italiani, soprattutto dai più piccoli. Quest’anno nella calza è arrivato meno carbone e più giochi. Peccato, però, che la maggior parte di questi provenga dalla Cina.

A dirlo è Confartigianato che, in base ai dati Eurostat, mette in evidenza la crescita del 41%, negli ultimi dieci anni, dell’import nell’Unione europea di questi prodotti realizzati in paesi extra Ue. Complessivamente lo scorso anno i 28 Stati dell’Ue hanno acquistato giocattoli dal resto del mondo per un valore di 7,4 miliardi di euro e ne hanno esportati per 1,4 miliardi di euro.

Per l’Italia le importazioni dai paesi extra Ue hanno toccato quota 507,4 milioni di euro, a fronte di un export di 75,2 milioni.

Secondo la rilevazione di Confartigianato, a difendere la qualità made in Italy di giochi e giocattoli sono 350 piccole imprese che danno lavoro a 1.622 addetti (il 60,9% del totale del settore) e realizzano un fatturato di 409 milioni di euro. Grazie a loro l’Italia esporta nel mondo giocattoli per un valore di 369 milioni di euro.

Tra i paesi che apprezzano maggiormente i nostri prodotti vi sono Francia, (19% del nostro export), Germania (14,2%) e Spagna (9,4%). Fuori dall’Ue i principali mercati per i prodotti italiani sono Stati Uniti (2,8% del nostro export), Messico (2,7%), Russia (2,5%) e Svizzera (1,8%).

Da non sottovalutare la sicurezza dei prodotti che facciamo usare ai nostri bambini. Un giocattolo è sicuro se presenta il marchio di conformità CE.

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