microplastiche

Microplastiche: ormai sono presenti ovunque

Alcuni scienziati hanno rilevato la presenza di microplastiche nell’80% dei pesci del Rio delle Amazzoni. La situazione sta sfuggendo di mano

Il problema delle microplastiche si sta aggravando sempre più. Ne avevo parlato precedentemente nell’articolo sui rifiuti in plastica, sottolineando la giù grave situazione in cui versavamo: la presenza di microplastiche riscontrata anche nelle nostre tavole.

Oggi, nulla è migliorato, anzi, addirittura peggiorato. Alcuni scienziati hanno analizzato il contenuto dello stomaco dei pesci che vivono nel cuore dell’Amazzonia (il polmone verde del nostro pianeta, per intenderci) ed anche lì è stata riscontrata, per la prima volta, la presenza delle particelle di plastica. Una triste scoperta, fatta quasi per caso: in principio l’obiettivo era quello di studiare l’ecologia dei pesci e le loro abitudini alimentari. Purtroppo, però, si sono resi conto che c’era altro.

Cosa sono le microplastiche? Sono davvero dannose? Sì, e sono dei minuscoli pezzi di materiale plastico, solitamente inferiori ai 5 millimetri. In base alla loro origine, possono essere suddivise in due categorie principali:

  • microplastiche primarie: rilasciate direttamente nell’ambiente sotto forma di piccole particelle. Si stima che questa categoria di microplastiche rappresenti il 15-31% delle microplastiche presenti nell’oceano.
  • microplastiche secondarie: prodotte dalla degradazione degli oggetti di plastica più grandi, come buste di plastica, bottiglie o reti da pesca.

Le microplastiche sono state trovate negli alimenti e nelle bevande, compresi birra, miele e acqua del rubinetto. Per cui, non c’è nulla di cui stupirsi se di recente sono state trovate particelle di plastica anche nelle feci umane.

Spesso la plastica contiene degli additivi, come agenti stabilizzatori o ignifughi, e altre possibili sostanze chimiche tossiche che possono essere dannosi per gli animali o gli umani che li ingeriscono.

Lo scorso settembre, abbiamo approvato una strategia contro le plastiche che mira ad aumentare i tassi di riciclaggio dei rifiuti di plastica nell’Ue. Inoltre, abbiamo chiesto alla Commissione di introdurre in tutta Europa il divieto di aggiungere intenzionalmente microplastiche nei prodotti cosmetici e nei detergenti entro il 2020 e di muoversi a favore di misure che minimizzino il rilascio delle microplastiche dai tessuti, dagli pneumatici, dalle pitture e dai mozziconi di sigaretta.

A ottobre, il Parlamento ha approvato il divieto in tutta l’Europa per certi prodotti di plastica usa-e-getta trovati in abbondanza nei mari e per cui sono già disponibili delle alternative non di plastica.

Piccoli passi, questi, per cercare di fermare questo fenomeno. Ma bisogna fare di più, con l’impegno di tutti.

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