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Vino, sull’etichetta torna l’origine dell’uva

La Commissione europea ha rettificato il testo del regolamento sull’etichettatura del vino: la provenienza dell’uva dovrà essere indicata sulle bottiglie

Buone notizie per la produzione del vino Made in Italy: la Commissione ha rettificato il testo del regolamento sull’etichettatura dei vini: la provenienza dell’uva dovrà tornare esposta sulle bottiglie.

Una misura che è stata spinta dalla Coldiretti, per contrastare il falso Made in Italy. La notizia che la Commissione aveva dato il via libera alla cancellazione della provenienza delle uve per le bottiglie di Chardonnay, Merlot, Cabernet, Sauvignon e Shirazaveva, aveva freddato tutti.

Nel 2018, l’export italiano aveva segnato un nuovo record, con un aumento del 4% nei primi sette mesi dell’anno. Con questa nuova regolamentazione, qualsiasi Paese avrebbe potuto dire di produrre vino italiano, pur utilizzando vini o misti provenienti da altri Paesi. Facile immaginare le ripercussioni che ci sarebbero state per il nostro mercato.

Un primo passo, dunque, con la rettifica del regolamento, è stato fatto. Ora, si dovrà fare lo stesso anche per gli spumanti. “Per fermare il falso Made in Italy serve una misura analoga – ha sottolineato la Coldirettianche per gli spumanti generici dove viene indicato in etichetta solo il Paese dove avviene la spumantizzazione, ma non quello dal quale provengono le uve. Occorre impedire l’inganno dell’importazione di mosti e vini stranieri da utilizzare in Italia per la produzione di “bollicine” da vendere come Made in Italy, senza alcun legame con i vigneti ed il territorio nazionale”.

Dobbiamo continuare a tutelare il Made in Italy dalle importazioni ingannevoli. Produttori e consumatori devono essere salvaguardati.

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