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Caso Facebook, Parlamento europeo: “Violato fiducia cittadini e diritto Ue”

Il Parlamento europeo ha chiesto un audit completo su Facebook e nuove misure contro l’ingerenza elettorale

Nuove proposte dal Parlamento europeo per proteggere la privacy dei cittadini dell’Unione europea. Ieri, durante la Plenaria, abbiamo votato per alzata di mano una risoluzione non legislativa nella quale chiediamo a Facebook di consentire agli organi dell’Ue di effettuare un audit completo per valutare il livello di protezione e sicurezza dei dati degli utenti. Una decisione necessaria dopo lo scandalo Cambridge Analytica, dove i dati di 87 milioni di utenti di Facebook sono stati acquistati e utilizzati in modo improprio. Non si tratta solo di una violazione della fiducia dei cittadini dell’Ue, ma anche delle nostre norme.

Questi dati potrebbero essere stati utilizzati per influenzare diverse campagne politiche, come quella della Brexit, o quelle in USA con la vittoria di Donald Trump.

Il presidente della commissione per le libertà civili Claude Moraes, ha dichiarato: “Si tratta di una questione globale, che ha già influenzato i nostri referendum e le nostre elezioni. Questa risoluzione stabilisce le misure necessarie, tra cui un audit indipendente di Facebook, un aggiornamento delle nostre regole sulla concorrenza e misure aggiuntive per proteggere le nostre elezioni. Occorre agire ora, non solo per ripristinare la fiducia nelle piattaforme online, ma anche per proteggere la privacy dei cittadini e ripristinare la fiducia nei nostri sistemi democratici“.

Cosa abbiamo proposto?

  • l’applicazione delle tradizionali garanzie elettorali “offline” anche online: norme sulla trasparenza e i limiti di spesa, il rispetto dei periodi di silenzio e la parità di trattamento dei candidati;
  • facilitare il riconoscimento degli annunci politici a pagamento online e dell’organizzazione che li sostiene;
  • vietare la profilazione a fini elettorali, compreso l’uso di comportamenti online che possono rivelare preferenze politiche;
  • le piattaforme di social media dovrebbero etichettare i contenuti condivisi dai bot (web robot), accelerare il processo di rimozione degli account falsi e collaborare con fact checker indipendenti e il mondo accademico per combattere la disinformazione;
  • che le indagini sulla presunta violazione dello spazio politico online da parte di forze straniere dovrebbero essere svolte dagli Stati membri con il sostegno di Eurojust.

Facebook dovrà adeguarsi alle nostre normative Ue, modificando la propria piattaforma. La privacy dei cittadini non può essere messa a rischio per un like.

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