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Mecspe: sei PMI del manifatturiero su dieci trasformate dal digitale

Ottimi risultati per le PMI operanti nel settore manifatturiero: per Mecspe c’è una crescita correlata agli investimenti in tecnologie digitali

Il digitale sta trasformando in maniera significativa le PMI operanti nel settore manifatturiero. Secondo l’osservatorio Mecspe, sei imprenditori su dieci percepiscono la propria azienda come “innovativa”. Nel primo semestre del 2018, il 61,4% delle piccole e medie imprese del comparto della meccanica, ha registrato un aumento dei fatturati, mentre, il 66,6% prevede un aumento nella seconda parte dell’anno.

L’export s’impone ancora una volta come tassello importante per le piccole e medie imprese italiane del settore manifatturiero: sette imprenditori su dieci dichiarano di esportare i propri prodotti e servizi con un’incidenza variabile. Il 25,4% dichiara di realizzare all’estero meno del 10% del proprio fatturato, il 12,9% “dal 10% al 25%”, il 15,2% “dal 26% al 45%”, il 12,1% “dal 46% al 70%” e il 4,5% “oltre il 70%”.

I mercati esteri maggiormente interessanti per gli imprenditori italiani sono gli Stati dell’Europa Centro-Occidentale (82,4%), seguiti da quelli dell’Europa dell’Est (49,5%) e dell’Asia (30,8%). Circa il 26,4% esporta in Nord America, mentre la Russia per il 14,3%, il Medio Oriente e il Sud America per il 12,6%, l’Africa Settentrionale per il 9,9%, l’Oceania per il 4,9% e l’Africa Meridionale per il 2,7% rappresentano gli altri mercati di sbocco.

Volgendo lo sguardo al futuro, ai giovani e alle competenze digitali, i profili specializzati maggiormente richiesti entro il 2030 saranno: i Robotic engineer, gli specialisti dei Big data, programmatori di intelligenze artificiali, specialisti IoT, multichannel architect ed esperti di cybersicurezza.

Una bella sfida per i ragazzi che dovranno farsi trovare “pronti” alla trasformazione digitale, che, tra l’altro, stiamo già vivendo e che tenderà ad aumentare. Ad oggi, però, sono ancora molti gli imprenditori che lamentano la mancanza di competenze.

Anche le università dovranno adeguarsi: toccherà a loro formare le nuove professionalità e, per farlo, dovranno collaborare maggiormente con le industrie per capire di cosa avrà realmente bisogno il mercato.

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