Corte dei Conti

Corte dei Conti: “L’Ue non faccia promesse che non può mantenere”

Nella relazione annuale sul bilancio dell’Ue la Corte dei Conti mette in guardia l’Unione europea dal creare aspettative che non possono essere soddisfatte

È stata presentata la relazione annuale sul bilancio dell’Unione europea dalla Corte dei Conti e, questa, ha messo in guardia l’Ue dal fare promesse che non è in grado di mantenere. Nella prefazione, il Presidente della Corte dei Conti, Klaus-Heiner Lehne, fa presente che il bilancio complessivo dell’Ue non rappresenta più dell’1 % circa del reddito nazionale lordo dell’intera Ue. Per questo motivo, l’Unione europea deve essere realistica riguardo a ciò che può realizzare con le risorse affidatele, specie ora che l’Unione si avvicina al prossimo ciclo di bilancio settennale.

La relazione annuale riguarda l’esercizio 2017 e mostra principalmente la spesa dell’Ue eseguita nell’ambito dell’attuale QFP (2014‑2020), ma anche alcuni esercizi precedenti. In particolare, nel 2017, la spesa è ammontata in totale a 137,4 miliardi di euro, ovvero a circa 270 euro per ogni cittadino.

Il livello di irregolarità nella spesa dell’Ue ha continuato a diminuire. Il livello di errore stimato per i pagamenti effettuati nel 2017 è stato del 2,4 %, registrando quindi un calo rispetto al 3,1 % del 2016 e al 3,8 % del 2015. Al contempo, erano disponibili informazioni sufficienti per prevenire, o individuare e correggere, una parte significativa degli errori, ad esempio nei pagamenti relativi allo sviluppo rurale. Se tali informazioni fossero state usate dalle autorità nazionali per correggere gli errori, il livello di errore stimato sarebbe stato inferiore alla soglia di rilevanza del 2 % per una parte del bilancio ancora più ampia.

Un’altra delle criticità emerse riguarda gli Stati membri che incontrano ancora difficoltà nell’utilizzare le risorse dei Fondi strutturali e d’investimento europei ed il bilancio dell’Ue continua a subire una pressione considerevole a causa dell’entità dei pagamenti impegnati per gli anni a venire.

Purtroppo questo spreco di risorse non utilizzate si traduce inevitabilmente in occasioni perse per gli imprenditori. Oggi, più che mai, è importante poter accedere ai Fondi europei i quanto rappresentano ancora un’importante opportunità da non perdere: si potrebbero realizzare progetti imprenditoriali con ricadute positive sul territorio, sia dal punto di vista economico che occupazionale.

Questo, dunque, è un problema da non sottovalutare che dovrebbe costituire una priorità in sede di pianificazione del prossimo quadro finanziario pluriennale.

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