Juncker

Discorso sullo stato dell’Eu: caro Juncker, serve una nuova Europa

Il discorso del presidente Juncker lo abbiamo ascoltato tutti. Mi reputo da sempre non contrario all’Europa ma l’Eu così com’è non va bene… serve un cambiamento o rischiamo di vederla fallire 

Ieri mattina alla Plenaria a Strasburgo il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, ha tenuto il discorso sullo stato dell’Unione europea. L’ultimo, prima delle elezioni del 2019.

Un momento importante per fare il punto sulla situazione attuale in Europa, un’istantanea, a mio avviso, sempre più sbiadita. Purtroppo non sono stati fatti grossi passi in avanti in questo 2018, il discorso del presidente per certi versi è stato più un “promettere” che un “abbiamo fatto”.

Vorrei che si dicesse ‘no’ al nazionalismo malsano, sì al patriottismo illuminato”, ha dichiarato Juncker durante il suo discorso. Caro presidente, lo vorremmo tutti. La politica adottata dall’Europa in questo momento, però, ci porta verso un distacco sempre più ampio tra le istituzioni comunitarie e i cittadini europei. L’Europa appare sempre più lontana e disinteressata ai problemi che i singoli Stati Membri devono affrontare nel quotidiano. Disoccupazione giovanile, oneri fiscali, migranti, sono solo alcuni dei problemi che l’Italia deve gestire. Quando mi confronto con i giovani, noto subito da parte loro la totale mancanza di fiducia in un’istituzione, l’Europa appunto, nata per risolvere le incertezze, nata perché potessimo sentirci più forti. Insieme.

Di fronte ai problemi che zavorrano il futuro delle nostre società, e mi riferisco alle crescenti disuguaglianze in termini di benessere economico, di sviluppo tecnologico, di modelli di welfare e di capacità di far fronte alle sfide della globalizzazione e dei nuovi paradigmi industriali, l’Europa si mostra senza ispirazione e senza slancio, e promuove come unica alternativa un processo di integrazione differenziato fondato sul solo parametro economico.

L’Europa ha bisogno di una nuova partenza e questa deve avvenire facendo leva non sulle paure, ma sui valori. In quest’ultimo anno che l’Europa ha a disposizione, mi piacerebbe vedere un maggior rispetto per i valori e i cittadini, e meno attenzione alla gestione del potere.

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