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L’Unione europea sempre più vicina ad una difesa comune

L’Unione europea è proiettata verso la difesa comune con il progetto di Regolamento che istituisce il Fondo europeo per la difesa. L’Italia ha l’opportunità di posizionarsi in un ruolo da leader

Da circa 10 anni la situazione geopolitica in Europa è cambiata. Sono emerse nuove minacce esterne sul territorio come, ad esempio, attacchi ibridi e cibernetici che hanno messo in pericolo la sicurezza dei cittadini degli Stati membri, i quali, singolarmente, non hanno la capacità di poter gestire tali minacce.

Purtroppo, il settore della difesa europea deve affrontare notevoli inefficienze, specie se consideriamo le limitate risorse applicate nei settori di ricerca e sviluppo e non riesce a garantire un’autonomia strategica per proteggere i suoi cittadini. Ad oggi l’Europa, infatti, non ha i mezzi sufficienti per poter competere con gli altri Paesi che investono, invece, grossi bugdet in R&S nella difesa.

Per far fronte a queste nuove necessità, la Commissione europea ha presentato una proposta legislativa di regolamento che istituisce un Fondo europeo per la difesa, dedicato alla ricerca e sviluppo di nuove tecnologie innovative nonché di nuovi prototipi. Il Fondo metterà a disposizione 13 miliardi di euro per il periodo 2021-2027 e, di questi, 8,9 saranno stanziati per lo sviluppo della capacità e 4,1 per la difesa.

Questa è un’iniziativa che, a mio avviso, deve essere perseguita: l’Unione europea avrebbe finalmente gli strumenti per competere con Stati come gli USA, la Russia e la Cina, i quali hanno una forte indipendenza economica in termini di investimenti, costruendo così una forte industria per la nostra difesa. Otterremmo così cooperazione tra le imprese stakeholder del settore militare, garantendo una difesa strategica. Di fondamentale importanza sarà vigilare attivamente per evitare che si creino eventuali accentramenti di pochi Stati membri o accordi bilaterali.

Per questo motivo ho presentato degli emendamenti alla Commissione europea affinché questo non accada. Confido nella partecipazione di un numero significativo di Stati dell’Ue: la riuscita di questo progetto è legata soprattutto alla sinergia, nonché alla collaborazione attiva di tutti. Mi batterò affinché le PMI abbiamo un ruolo importante in questo progetto. Si presterà particolare attenzione alle piccole e medie imprese, incoraggiando la loro partecipazione attraverso dei tassi di finanziamento più elevati. È un’occasione che il nostro Paese non deve perdere: è l’occasione per far sentire la nostra voce in Europa.

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