PSR Veneto 2014-2020: giovani agricoltori “sedotti e abbandonati”

L’applicazione del Programma di Sviluppo Rurale 2014-2020 per il Veneto ha delle gravi falle che mettono in seria difficoltà i giovani imprenditori in primo insediamento in agricoltura, nonostante il programma sia stato pensato per promuovere il ricambio generazionale favorendo l’insediamento dei giovani in agricoltura. Tale misura infatti prevede la corresponsione di un premio di circa 15000 euro a bando, volto a incentivare la costituzione e lo sviluppo di imprese competitive e giovani, rispettose dell’ambiente e integrate nel territorio rurale. 

La realtà è ben diversa, poiché di fatto le neoaziende, sollecitate dalle belle promesse della Regione a mettersi in gioco insediandosi in agricoltura, vengono poi abbandonate al loro destino, trovandosi ad affrontare tutti i costi del caso senza alcun aiuto. Numerose aziende agricole, infatti, hanno presentato richiesta per gli aiuti previsti dal PSR e, nonostante siano state dichiarate ammissibili (avendo i requisiti richiesti dal bando), non hanno ricevuto alcun finanziamento a causa dell’insufficienza di fondi.

 

Il danno arrecato alle giovani aziende è molto grave, poiché si vedono sostenere un notevole sforzo economico al fine di intraprendere l’attività, in un settore già a rischio come quello dell’agricoltura. Infatti, per partecipare al bando, bisogna che l’azienda sia già insediata al momento della presentazione della domanda di aiuto e l’insediamento coincide con l’apertura della partita IVA in campo agricolo e l’acquisizione in possesso o detenzione dei terreni agricoli costituenti l’azienda (come stabilito dall’art. 2 par. 1 lett. N del Reg. UE 1305/2013). Inoltre, uno dei requisiti richiesti ai fini della domanda, è l’insediamento non più di 12 mesi prima della data di presentazione della domanda, cosa che di fatto rende quasi impossibile alle aziende la ripresentazione della domanda l’anno successivo.

 

Il pacchetto di aiuti previsto dal programma (approvato con decisione della Commissione Europea n. 3482 del 26 maggio 2015) è molto consistente. Si parla infatti complessivamente di 89 milioni di euro ripartiti in 7 misure specifiche che mirano (in teoria) a incentivare investimenti aziendali, l’insediamento di giovani agricoltori, la cooperazione per l’innovazione, la formazione professionale e informazione, gli investimenti per aumentare la resilienza delle foreste, il recupero e riqualificazione degli spazi aperti montani, gli interventi di conservazione e uso sostenibile delle risorse genetiche, la promozione dei prodotti di qualità. Tanti buoni propositi che nella pratica poi non trovano attuazione.

E’ evidente l’incongruenza degli obiettivi della Regione Veneto ed è quindi necessario prevedere un aumento della dotazione finanziaria riservata in particolare al programma di aiuto per l’insediamento dei giovani agricoltori, che di fatto vengono “sedotti e abbandonati” al loro destino.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *