Le imprese italiane che investono nell’industria 4.0 e nell’e-commerce sono ancora poche

La maggioranza delle aziende manifatturiere italiane non ha ancora adattato o incrementato le tecnologie dell’Industria 4.0. La digital economy è un tipo di economia che si basa sulle tecnologie digitali sfruttando i dispositivi informatici, inclusi gli strumenti hardware e software e che si fonda principalmente sulla digitalizzazione, sul mondo virtuale e sull’innovazione. Un’economia che sta facendo passi da gigante nel mondo intero.

In Italia invece, secondo gli ultimi dati Istat, le aziende che nel 2017 hanno provveduto a rinnovare i propri sistemi di produzioni sono solo sei su 22: gli autoveicoli, l’elettronica, le apparecchiature elettriche, la farmaceutica, la metallurgia e i macchinari. 

I dati sono sicuramente positivi, poiché è evidente il chiaro impegno da parte del sistema produttivo verso l’aggiornamento tecnologico, anche se non coinvolge ancora tutti. Eppure le opportunità offerte dall’Industria 4.0 sono molte, come ad esempio, rendere la produzione industriale automatizzata e interconnessa, con la possibilità di vedere crescere la produttività con un abbassamento dei costi. In ogni caso, i risultati della ricerca dimostrano che gli investimenti nelle nuove tecnologie per il 2017 rispetto allo scorso anno sono aumentati.

Ma non è ancora abbastanza e rimane un forte divario con la media europea, dove le potenzialità offerte dalle nuove tecnologie sono notevolmente sfruttate, in particolare nel settore dell’e-commerce.

A quanto pare le imprese italiane temono di investire troppo nella tecnologia 4.0, forse spaventate dalla debolezza dell’offerta e della domanda, che non ripagherebbe le eventuali spese.

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