Il tasso di disoccupazione in Italia è molto più alto delle stime Istat

I dati sulla disoccupazione in Italia sono fin troppo ottimistici: una recente ricerca della Fondazione Giuseppe Di Vittorio ha infatti dimostrato che i dati rilasciati dalla Banca centrale europea qualche mese fa, in realtà non sono giusti poiché a quanto pare il tasso di disoccupazione reale nel 2016 non si sarebbe fermato all’11,7% ma sarebbe arrivato al 23,8%.

Il dato rilevante è che ci sarebbero forze di lavoro “nascoste”: per essere considerati occupati basta infatti svolgere solo un’ora di lavoro in una settimana. Anche chi è alla ricerca di un posto di lavoro è considerato disoccupato. 

Lo studio della Fondazione prende in considerazione le “forze di lavoro potenziali”, cioè le persone sono in cerca di occupazione e che sono “immediatamente disponibili a lavorare” ma che hanno smesso di cercare (quindi in teoria inoccupati). Si tratta di una componente che l’Istat considera (così come la Bce) ma che non include nelle forze di lavoro, inserendola invece nella categoria degli inattivi.

Considerando quindi questa larga fetta della «popolazione inattiva», il tasso di disoccupazione schizza al 18,5%, ben 6,8 punti sopra il tasso ufficiale, e il numero dei disoccupati sale a 5 milioni e 200 mila.

Inoltre, la ricerca fornisce anche un’analisi comparativa con le rilevazioni della Bce che stimano il numero reale di persone in cerca di occupazione, considerando anche i sottoccupati part-time e tenendo in considerazione questo ulteriore passaggio, si giunge alla conclusione che il tasso di disoccupazione in Italia supera il 20%.

I dati sono davvero sconcertanti e ci mostrano l’effettiva sofferenza del mercato del lavoro in Italia. Bisognerebbe investire in politiche pubbliche più efficaci e soprattutto trovare soluzioni per i giovani, che si vedono in un’avvilente situazione di precarietà e incertezza per il futuro.

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