I cittadini non sono abbastanza informati sui possibili vantaggi delle politiche ambientali

Secondo una recente comunicazione del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), l’ambiente e le politiche ambientali dell’Unione europea sono ancora sconosciute sia agli organi istituzionali che ai cittadini degli Stati membri.

Il problema è che il tema ambientale è visto molto spesso come una costrizione e non come un vantaggio da cui trarre benefici: l’economia circolare e la creazione di aziende green, sono importanti fattori che porterebbero alla creazione di nuovi posti di lavoro e benefici dal punto di vista socio-economico. 

Il CESE dichiara che le politiche ambientali europee sarebbero troppo distanti dai cittadini, in quanto non li coinvolgono abbastanza e non hanno effetti sulla loro vita quotidiana.

L’incoerenza di queste politiche è evidente: tutti vogliono impegnarsi per una qualità dell’aria migliore, ad esempio, ma quando si tratta di definire delle politiche a breve e medio termine, è difficile attuare politiche che siano realmente efficaci.  A questo riguardo, basta pensare al modello di economia circolare: il piano di azione pensato dall’Ue nel 2015 in favore di questo tipo di economia è molto radicale e la sua attuazione richiederebbe un profondo cambiamento nello stile di vita dei cittadini europei.

Le cause di queste incoerenze sono sicuramente le lobby, che influenzano fortemente le decisioni delle istituzioni, ma anche le istituzioni stesse, che vedono l’attuazione delle politiche ambientali come un vero e proprio vincolo e spesso un ostacolo alla crescita economica e industriale.

L’Europa dovrebbe quindi superare la sua incoerenza e attuare politiche più efficaci al fine di rendere i cittadini più partecipi nel processo di transizione a una società più sostenibile.

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