Accordo CETA: i prodotti tipici italiani potranno essere taroccati senza alcuna tutela

Stamattina una trentina di dirigenti e rappresentanti delle amministrazioni comunali del Veneto hanno preso parte alla manifestazione anti CETA tenutasi a Roma davanti Montecitorio.

L’accordo economico e commerciale UE-Canada (CETA), che ha l’obiettivo di aumentare il commercio in beni e servizi e gli investimenti, è stato approvato dal Parlamento europeo il 15 febbraio 2017 dal Parlamento europeo e permetterà di copiare e taroccare liberamente tutti i prodotti tipici del Made in Italy.

Tra i prodotti che protranno essere copiati, si salva il radicchio Rosso Igp di Treviso, unico ad aver mantenuto l’autorizzazione di autenticità, ma è imitabile il radicchio variegato di Castelfanco, come gli asparagi di Badoere e Cimadolmo, i maroni di Combai, la Casatella trevigiana, il Montasio e il Piave. Tra i formaggi, salvi Grana Padano e Asiago.

L’accordo CETA procurerà non solo gravi danni all’economia delle piccole e medie imprese, ma anche gravi danni alla salute dei cittadini: in Canada infatti, sono utilizzate sostanze attive che sono vietate nell’Unione europea (come l’Acefato, il Carbaryl, il Paraquat, l’acido solforico) poiché estremamente tossiche e con effetti neurotossici e cancerogeni.

Si tratta di un trattato che concede troppo potere alle multinazionali, mentre la voce di cittadini e PMI non viene ascoltata; per giunta non porterà nessun beneficio alla crescita economica, visto che promette di far aumentare il PIL dello 0,01% all’anno.

L’allarme riguarda ogni cittadino che ha a cuore la propria salute e quella del made in Italy, poiché il trattato di libero scambio smantella l’interesse della collettività e lede il principio del diritto alla salute, mettendo a rischio il sistema di garanzie che tutelano consumatori e agricoltori.

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