Votato a Strasburgo l’accordo per la cooperazione tra Paesi del Mediterraneo

Oggi in sessione plenaria del Parlamento europeo a Strasburgo è stata approvata la partecipazione finanziaria dell’Unione europea al Partenariato per la ricerca e l’innovazione nell’area del Mediterraneo (PRIMA), che finalmente vedrà la sua attuazione.

L’attuale situazione geopolitica nel Mediterraneo ci induce a riflettere sulle sfide che le economie del Sud si trovano ad affrontare e sul potenziale effetto leva per lo sviluppo nella regione. Un miglioramento delle condizioni di vita è tra le principali richieste dei cittadini del Mediterraneo, che si trovano ad affrontare una situazione di estrema vulnerabilità, dovuta a vari fattori quali i conflitti armati, l’instabilità politica, il cambiamento climatico, la gestione insostenibile delle risorse e la rapida crescita della popolazione, oltre all’impossibilità di accesso al cibo e all’acqua che è di fondamentale importanza politica, sociale e economica nella regione. Tutte variabili che danno il via ai forti flussi migratori. 

Il programma PRIMA rappresenta una possibile soluzione a queste sfide geopolitiche, poiché si prevedono una serie di investimenti volti a risolvere le cause all’origine della migrazione, e in particolare ha come obiettivo quello di sviluppare soluzioni innovative comuni per l’approvvigionamento idrico e i sistemi alimentari di cui la regione del Mediterraneo ha urgente bisogno. Le regione mediterranea è caratterizzata, infatti, da alti livelli di stress idrico, con 180 milioni di persone ritenute “povere di risorse idriche”. Per questo motivo la gestione sostenibile dell’approvvigionamento idrico e dei sistemi alimentari nella zona assume un’importanza particolare.

Per la prima volta saranno coinvolti vari Stati membri dell’Unione Europea (Francia, Spagna, Italia, Portogallo, Grecia, Malta, Cipro, Germania, Slovenia) e Paesi non UE del Mediterraneo (Egitto, Giordania, Libano, Marocco, Tunisia, Israele). Anche Croazia, Turchia e Algeria sono interessate a partecipare all’iniziativa.

Grazie agli emendamenti che abbiamo presentato a marzo in Commissione ITRE, il testo dell’accordo è migliorato e il budget impiegato sarà in totale di 440 milioni di euro (220 a carico dell’Unione europea e 220 degli Stati partecipanti).

Possiamo ritenerci soddisfatti di questo risultato, poiché finalmente emerge l’intenzione dell’Ue di impegnarsi per coordinare, rafforzare, intensificare e allineare i programmi nazionali di ricerca e innovazione attualmente frammentati in materia di sistema agro-alimentare e gestione delle risorse idriche all’interno di un approccio globale, migliorando la cooperazione tra Paesi e regioni del Mediterraneo e rafforzandone lo sviluppo.

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