Made in Italy: settore in crescita ma garanzie e tutele pubbliche molto limitate

Il Made in Italy costituisce uno dei settori portanti dell’economia dell’Italia, che è il primo paese dell’Unione europea come numero di imprese e di occupati e i numeri continuano a crescere: secondo un’analisi di Unioncamere sono state create oltre 2.500 imprese artigiane in Italia nel secondo trimestre dell’anno scorso e si è registrato il record delle minori cancellazioni del decennio.

L’impresa artigiana appare più presente in alcune regioni come la Lombardia (con 254.076 imprese), l’Emilia Romagna (133.103) ed il Veneto (132.806). Nelle micro imprese emerge la vera identità del made in Italy, dove si possono trovare tradizione e innovazione, per questo motivo è importante stimolare la nascita di queste realtà, ma anche sfruttare i vantaggi delle nuove tecnologie digitali. 

La crescita delle imprese artigiana in Italia è sicuramente positiva e incoraggiante, ma l’immagine che si ha non è assolutamente entusiasmante: le garanzie pubbliche alle PMI italiane sono molto limitate, il tasso di rifiuti ricevuti dalle richieste loro rivolte alle banche, è molto alto. Ulteriore svantaggio per lo sviluppo delle imprese artigiane è il modesto ammontare degli investimenti, oltre alla quota di contributi pubblici destinati allo sviluppo del settore.

Questi elementi costituiscono un vero e proprio svantaggio, basta pensare che l’importanza dell’impresa artigiana è evidente anche quale fonte di impiego (e c’è da evidenziare come molti giovani si stiano avvicinando al settore).

Crediamo quindi che sia fondamentale tutelare l’impresa artigiana in Italia, attraverso l’elaborazione di politiche di sostegno più efficaci, l’elaborazione di programmi di intervento, facilitazioni per gli investimenti e la cessione di crediti alle micro imprese.

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