Cina: economia di mercato solo quando si tratta di esportare?

Mentre la Commissione Europea appare sempre più incline al compromesso, proponendo una modernizzazione degli strumenti di difesa commerciale insoddisfacente che porta a un riconoscimento di fatto del Mes, la Cina aspetta impazientemente la concessione dello status di economia di mercato (in inglese Market Economy Status o MES Cina), ma nel frattempo ha raddoppiato i dazi sullo zucchero. Il dazio vedrà un aumento dall’attuale 50% al 95% e riguarderà le importazioni che superano la quota di 1,95 milioni di tonnellate. Mossa che rischia di ridurre gli acquisti cinesi all’estero.

La Cina è il più grande consumatore di zucchero al mondo e importa oltre 3 milioni di tonnellate l’anno tramite vie legali, più 2 milioni minimo di contrabbando.

Il Governo ha deciso con questa mossa di tutelare maggiormente l’industria locale arginando gli eccessi e promuovendo maggiori controlli sulla parte commerciale illegale. Ad ogni modo, alcuni esperti hanno dichiarato che l’aumento dei dazi non avrà conseguenze rilevanti sul commercio internazionale.

Si utilizzano quindi due pesi e due misure: da un lato, la Cina raddoppia i dazi di importazione sullo zucchero proteggendo il suo mercato interno, dall’altro, è pronta a invadere il mercato europeo con un disastroso impatto sul comparto produttivo italiano. In effetti, la concessione dello status di economia di mercato alla Cina rappresenterebbe un vero colpo di grazia alle nostre industrie (siderurgia, meccanica, chimica, ceramica, bulloneria, carta, calzature, tessile, arredo). Ma come?

L’impatto del MES sulla nostra economia sarebbe notevole! Diciamo NO AL MES CHINA

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