Accordi SEE con Norvegia e Islanda: un tassello in più verso l’integrazione economica

Il Parlamento europeo riunito in plenaria a Strasburgo ha votato gli accordi sul meccanismo finanziario del SEE e l’accordo con la Norvegia riguardo il settore pesca. Questi accordi risalgono all’accordo SEE del 1994, che consente la partecipazione al mercato unico della Norvegia, dell’Islanda e del Lichtenstein.

La finalità dello Spazio economico europeo (SEE/EEA) è estendere il mercato interno dell’UE ai paesi dell’Associazione europea di libero scambio (EFTA) che non intendono aderire all’UE o che non l’hanno ancora fatto. Sono oggi membri del SEE l’Islanda, la Norvegia e il Liechtenstein.

La decisione del Parlamento europeo rappresenta un tassello importante verso la coesione con i paesi EFTA, che contribuiscono a ridurre le disparità economiche e sociali all’interno del SEE mediante un apposito meccanismo finanziario. Questi meccanismi finanziari sono scaduti nel 2014, e pertanto sono stati aperti i negoziati per rinnovarli e parallelamente, sono stati riesaminati i protocolli tra UE e Islanda e Norvegia riguardanti il commercio del pesce. 

I negoziati fra l’Unione Europea e i paesi EFTA, conclusi nel luglio 2015, hanno portato alla conclusione di due accordi e due protocolli, ovvero: un accordo fra la UE, l’Islanda, il Lichtenstein e la Norvegia riguardo al meccanismo finanziario 2014-2021 dei paesi dello Spazio Economico Europeo, meccanismo con cui i paesi EFTA finanziano la UE per le politiche di coesione sociale; l’accordo fra la Norvegia e la UE riguardo al Meccanismo finanziario 2014-2021 della Norvegia, ovvero un meccanismo con il quale la Norvegia contribuisce con fondi ulteriori; il Protocollo aggiuntivo all’accordo fra la Comunità Economica Europea (CEE) e la Norvegia, in materia di pesca; il Protocollo addizionale all’accordo fra la CEE e l’Islanda, anch’esso in materia di pesca.

L’accordo sul meccanismo finanziario del SEE e l’accordo con la Norvegia, forniranno un contributo finanziario per la coesione economica e sociale nel SEE pari a 2,8 miliardi di euro nel periodo 2014-2021, con un aumento del contributo pari all’11,3 % rispetto al periodo 2009-2014.  Questo contributo è indirizzato al raggiungimento degli obiettivi previsti nella strategia “Europa2020” per una crescita sostenibile ed inclusiva, ed andrà in particolare ad occuparsi di settori quali, ad esempio, innovazione, ricerca, educazione, inclusione sociale, occupazione giovanile, ambiente, cultura, società civile, diritti e libertà fondamentali. I vari stati che ne beneficeranno sono Bulgaria, Croazia, Cipro, Repubblica Ceca, Estonia, Grecia, Ungheria, Lituania, Lettonia, Malta, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia, Slovenia.

Per quanto riguarda i due protocolli, ovvero quelli sulla pesca, sono date nuove quote per l’importazione duty free a Islanda e Norvegia per gli anni 2014-2021.

Dal 1 gennaio 2013 la Norvegia ha imposto una serie di extra dazi su formaggi, carne ovina e carne bovina. Questa imposizione unilaterale, immediatamente criticata dalla UE, è stata negoziata recentemente, quindi si va verso una normalizzazione.

Si tratta di sforzi ambiziosi da parte dei paesi EFTA in settori molto importanti per il futuro dell’Unione Europea, sforzi che vanno a puntare soprattutto dove maggiore è la disparità sociale.

La Commissione INTA ha votato questo accordo a larga maggioranza, poiché le relazioni con i paesi EFTA sono fondamentali per l’Unione Europea.

Di seguito il video del mio intervento:

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