Tutele e diritti per i lavoratori autonomi: c’è ancora molto da migliorare

Mentre una parte dell’Italia festeggia un Primo maggio “tradizionale”, in onore dei lavoratori dipendenti, l’altra parte ci ricorda la situazione dei lavoratori autonomi, che aspettano ancora la stesura di uno Statuto che possa finalmente migliorare le tutele per i liberi professionisti che lavorano in modo indipendente. Equo compenso, giorni di malattia, tutela della maternità, tempi di pagamento e riconoscimento della formazione, sono i problemi principali che caratterizzano lo status del lavoratore autonomo.

Mentre lo Statuto è bloccato nell’iter legislativo tra Camera e Senato, i freelance si trovano in uno stato di insicurezza totale e privi di una solida tutela giuridica:  la previdenza sociale è assente, così come sono assenti i servizi da parte dello Stato italiano (ad esempio gli asili nidi che vadano incontro alle esigenze delle mamme freelance), e sono assenti anche gli ammortizzatori sociali.

Nonostante ciò, i numeri sul piano occupazionale continuano a crescere notevolmente, probabilmente perché i freelance possono godere di una maggiore sicurezza rispetto ai dipendenti: un dipendente può in qualsiasi momento perdere il lavoro per vari motivi (ad esempio, se l’azienda è costretta a chiudere), un freelance può invece trovarsi in difficoltà ma può contare sui suoi clienti.

E’ necessario dunque estendere tutele e diritti a questi lavoratori e attendiamo con impazienza lo Statuto dei lavoratori autonomi, che introdurrà equo compenso e minimi tariffari.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.