Fermiamo la vergogna dei cementifici trasformati in inceneritori!

Il Movimento 5 Stelle ha inviato un’interrogazione parlamentare alla Commissione Europea per far luce sulla questione del cementificio di Pederobba (TV).

Abbiamo chiesto come si intende proteggere i cittadini da una pratica che aumenta le emissioni di pericolosi inquinanti e mette in pericolo la salute dei cittadini.

 

Il gruppo Cementi Rossi di Piacenza, che detiene la proprietà del cementificio di Pederobba in provincia di Treviso, ha chiesto di estendere la propria autorizzazione all’incenerimento: non più solo pneumatici esausti, ma anche plastiche da rifiuto (quali vasetti di yogurt, vaschette di plastica, penne a sfera, posate in plastica, piatti in plastica e bicchieri in plastica).

Attualmente l’impianto di Pederobba è autorizzato a bruciare combustibili fossili e pneumatici esausti, che vengono triturati in un impianto di Possagno (TV), fino a un massimo di 60 mila tonnellate l’anno, da 20 anni, e incenerimento industriale di petcoke da 30 anni.

L’autorizzazione mira gradualmente a ridurre la quantità di pneumatici, a detta loro di sempre più difficile reperibilità sul mercato per effetto dell’aumento del riciclo, e sostituirla con le plastiche da rifiuto, più facilmente reperibili sul mercato.

La combustione di rifiuti nei cementifici comporta una variazione delle emissioni 100 volte superiore al normale (diossine, composti organici clorurati e metalli pesanti), causando un grave danno alla salute dei cittadini.

Per contrastare il problema e sensibilizzare la comunità di Pederobba e dei comuni limitrofi si è formato un coordinamento di vari gruppi locali che hanno creato un comitato di nome “Aria Che Voglio” molto attivo sul territorio e che ha lanciato una petizione per impedire l’ennesimo conflitto di interessi a danno della salute dei cittadini.

Vi invitiamo dunque a firmare la petizione al seguente link:

Petizione Associazione Aria Nova

 

Vogliamo ridurre l’inquinamento e migliorare la qualità dell’aria!

 

Di seguito il testo dell’interrogazione parlamentare

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