Intervento in plenaria del 6 luglio 2016

Sig. Presidente, Cari Colleghi,

il Presidente Junker nel presentare il suo piano d’azione 2016 esordì con questa frase: “E’ il momento di andare oltre l’ordinaria amministrazione”.

E perché si riteneva utile e necessario andare oltre l’ordinaria amministrazione? Perché – ci disse Junker – “i cittadini si aspettano che l’UE faccia la differenza”.

Dopo un anno, quali risultati vediamo?

In quali settori i nostri concittadini possono dire che l’UE abbia fatto la differenza?

Rispondere a queste domande è necessario per costruire un piano efficace e coerente per il 2017.

Ed è necessario rispondere con concretezza, guardando in faccia alle situazioni.

Nessuno qui vuole negare che in questi mesi le Istituzioni europee si siano trovate davanti a sfide importanti; a sfide nuove, a sfide anche inaspettate.

Ma l’Unione ha fatto la differenza?

Le dieci azioni chiave proposte dal Piano di lavoro della commissione 2016 , hanno fatto la differenza ?

E’ evidente a tutti noi che alcuni risultati non si ottengono nel breve termine: che occorre tempo per vedere effetti consolidati nel campo dell’economia o della pacificazione in aree di crisi.

Ma la direzione deve essere chiara e la velocità adeguata alle esigenze.

Alcune iniziative, come l’Economia Circolare, sono indicazioni positive e collaboreremo affinché vengano adeguatamente implementate.

Ma la situazione in Europa è difficile; per alcuni dei nostri Paesi è addirittura drammatica.

Occorre agire con una modalità più strategica, più coordinata e anche più comprensibile ai cittadini.

Un segnale forte voleva essere la creazione del Fondo Strategico per gli Investimenti. Ma nella sua attuazione è risultato mancante di un’anima, di una visione. E ancora una volta i dati ci dicono quanto abbia premiato i Paesi più forti, a scapito dei più deboli.

La direzione giusta è quella nella quale l’Unione aiuta l’Europa e gli europei a liberare e attivare energie.

Occorre che il Piano di lavoro 2017 faccia la differenza nel creare un habitat favorevole a tanti, non solo a pochi, anche se eccellenti; a quanti chiedono semplicemente di essere liberati da oneri burocratici, tasse e pregiudizi, per costruire il proprio progetto di vita.

La liquidità c’è, la BCE continua ad immettere soldi in circolazione. Facciamo in modo che vadano all’economia reale! Ma chiediamoci anche se una modalità efficace di far circolare questa liquidità non possa passare attraverso il reddito di cittadinanza.

C’e poi un’Europa che guarda verso l’esterno, e che ci preoccupa ancora di più.

È il caso di un’Europa che si dota di una Strategia globale, ma non riesce più a dialogare con la Russia se non attraverso lo strumento delle sanzioni.

Un’Europa che chiude il corridoio balcanico senza elaborare una strategia per contenere anche gli altri corridoi di transito dei migranti, come quello del mediterraneo centrale.

Onorevoli Colleghi, il piano di lavoro 2017 della Commissione sarà il piano centrale di tutta la legislatura, quello che può avere la forza e il tempo di essere pienamente sviluppato nei due anni seguenti; pretendiamo quindi che sia all’altezza dell’auspicio della Commissione stessa: ossia che ci consenta di dire, tra un anno: questa volta l’Unione ha fatto veramente la differenza!

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