X giornata europea per i diritti del malato – il mio saluto

Buongiorno a tutti,

quando ci siamo trovati insieme un anno fa era il 12 maggio, in occasione della 9^ edizione di questa vostra iniziativa.

Ad un anno di distanza possiamo dire che insieme abbiamo fatto passi in avanti; alcuni obiettivi stabiliti allora sono stati raggiunti: come la costituzione presso il Parlamento europeo di un Interest Group per i Diritti del Malato.

Oggi questo importante strumento di confronto esiste e lavora: infatti, sono già state fatte diverse riunioni tecniche.

Anche per questi positivi risultati sono lieto di ritrovarvi oggi; possiamo dire che abbiamo iniziato una collaborazione efficace e concreta.

Da parte mia cerco sempre di tener presente che questa collaborazione ha, però, un fine più alto e più essenziale di un qualunque successo o progresso normativo e istituzionale: esso ha per fine la nostra capacità di essere sempre più uomini e umani quando ci troviamo di fronte a chi ha la sua umanità – corporale o psichica – debilitata dalla malattia.

Per questo ho ritenuto particolarmente importante esserci anche oggi.

Voglio ricordare e ribadire che l’Unione Europea deve riprendere la capacità di focalizzarsi su ciò che è – o può improvvisamente divenire – il quotidiano essenziale per tutti i nostri cittadini.

E nulla è più essenziale della salute e nulla più impatta il quotidiano della malattia.

Il diffuso benessere in cui viviamo non ha eliminato le malattie, bensì le ha trasformate.

La nostra vita tende ad allungarsi; il crescere dell’età media e l’invecchiamento di un’ampia parte di popolazione apre degli spazi per nuove forme di malattie. Tutto questo, naturalmente, senza considerare i settori della società più vulnerabili e più poveri, che spesso, purtroppo, non possono godere pienamente dei benefici della medicina moderna.

La crisi economica nella quale viviamo da anni sta impattando anche sulle prestazioni sanitarie. Il rischio che stiamo correndo é grave: spesso sentiamo discutere di ristrutturazioni in questo comparto basate su analisi che raramente tengono conto del punto di vista degli utenti finali.

E vi sono nazioni che vogliono mettere a rischio lo spirito stesso del processo di unificazione europea, precludendo l’accesso – almeno per alcuni periodi – alle prestazioni sanitarie e sociali a chi non possiede questa o quella cittadinanza.

Naturalmente le cure mediche di per sé non sono la sola risposta. Il campo dei diritti del malato riguarda in primo luogo l’informazione e il coinvolgimento dei cittadini affinché possano essere attori consapevoli nella tutela dei propri diritti.

E’ importante ad esempio aiutare a superare il senso di debolezza e vulnerabilità che colpisce la persona malata nei confronti del sistema, proprio in ragione del suo bisogno di cure.

La prevenzione, la ricerca e sviluppo o l’innovazione sono settori altrettanto importanti, per non pensare a una sanità puramente ospedaliera.

Le realtà attive nel settore della sanità sono moltissime, e comprendono, oltre agli operatori, anche molte associazioni e organizzazioni che si occupano della salute in senso più ampio. Il contributo di questo settore é importante, e deve essere sempre più valorizzato come elemento di raccordo fra la società ed il mondo della medicina.

Per questo oggi, giorno nel quale possiamo felicitarci per alcuni obiettivi raggiunti, vorrei insieme a voi ribadire l’obiettivo di istituzionalizzare questa giornata, giungendo ad un suo riconoscimento formale da parte delle Istituzioni europee.

Sappiamo tutti che non sarà semplice, non sarà immediato: ma è possibile e soprattutto doveroso.

Con questa mia piena disponibilità a lavorare per questo obiettivo e ringraziandovi per avermi invitato, vi auguro buon lavoro.

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