Commissione ITRE, dossier Spettro: l’asta della velocità

Il dossier Spettro è un dossier complesso al centro del quale c’è la crescente importanza delle telecomunicazioni, la spinta verso il digitale e nello specifico la banda di frequenza 470-790 MHz. Stiamo parlando delle autostrade della velocità e della necessità di riservare uno spazio all’interno di esse dedicato ai dati, una questione sensibile per le compagnie di telecominucazione, le emittenti televisive, e le società che gestiscono i cosiddetti servizi speciali (organizzazione di programmi e eventi speciali).

Ebbene la banda di frequenza dei 700 MHz, ora occupata dal digitale terrestre e dai servizi speciali, entro il 2020 dovrà essere liberata, e sucessivamente si terrà una gara affinché i vari soggetti possano ottenere il proprio spazio preferenziale.

In altre parole all’interno dello “spettro” la proposta è quella di riservare una porzione alle linee dati, questo potrebbe rappresentare una possibilità per l’arrivo della banda larga dove ancora non c’è, come le zone rurali, e a un aumento di velocità di tutto ciò che è connettività.

Il terreno di scontro potrebbe essere costituito dallo spazio riservato alle emittenti televisive che hanno più motivi di cui preoccuparsi poichè vedranno una riduzione della banda a loro assegnata.

Le nostre priorità su questo importante dossier sono le seguenti:

1) Abbiamo una posizione di massima favorevole all’espansione delle frequenze assegnate in esclusiva alla banda larga senza fili. Vogliamo però che il progetto legislativo vincoli tale espansione ad una massima trasparenza, un’elevata efficienza, un’assegnazione pro-competitiva e delle chiare giustificazioni tecniche ed economiche, con attenzione alle previsioni di traffico.

2) L’obiettivo principale per noi è il raggiungimento della tanto promessa connettività per tutti. Ben vengano gli strumenti legislativi ma non perdiamo di vista la realtà dei cittadini. Dobbiamo monitorare con massima attenzione il cammino verso l’obiettivo della Commissione europea di garantire almeno 30 MB/sec nel 2020 ad ogni cittadino dell’Unione, con costi accessibili. Obiettivo che condividiamo appieno e anzi vogliamo che il progetto legislativo includa, o si colleghi a, degli elementi chiaramente vincolanti verso i concessionari delle frequenze per far sì che l’occupazione della banda di frequenza dei 700 MHz contribuisca effettivamente a tale risultato.

3) Ci teniamo a preservare un equilibrio sistemico adeguato tra tutti gli operatori che convivono nella banda 470-790 MHz. Da questo punto di vista, vogliamo si dia molta importanza alla preservazione del valore pubblico del sistema di radiodiffusione, e alla protezione del ruolo economico delle apparecchiature PMSE audio, per la realizzazione di programmi ed eventi speciali. Siccome in questo ultimo settore abbondano le PMI, è necessaria un’attenzione specifica nelle valutazioni di impatto, nell’implementazione delle decisioni, e nelle azioni di monitoraggio, per garantire che i benefici della nuova assegnazione di frequenze superino nettamente gli inevitabili inconvenienti della transizione.

4) Sul testo della proposta di decisione, ci sembra troppo generoso l’orizzonte temporale del 30 giugno 2022 per completare il quadro relativo all’uso della banda dei 700 MHz. E vorremmo che l’esigenza di trasparenza dell’Articolo 5 si estenda anche all’adempimento degli obblighi previsti negli Articoli 2 e 3.

Di grande importanza sarà infine il promuovere la ricerca e l’innovazione, fondamentali per ottenere i miglioramenti di efficienza dei quali dipende il successo del progetto.

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