L’Italia non è ancora un paese digitale

Il report sull’Indice di Digitalizzazione dell’Economia e della Società (DESI), pubblicato ieri dalla Commissione Europea dimostra che l’Italia non è ancora un paese digitale, collocandosi al 25simo posto dei 28 stati membri.

La DESI è strutturata attorno a seguenti cinque dimensioni principali:

Connettività
Con un punteggio complessivo di connettività di 0,42, l’Italia si colloca 27sima tra i paesi dell’UE. Le sfide indicate nella relazione dello scorso anno rimangono uguali: L’altra grande sfida per la connettività in Italia è la scarsa disponibilità di reti di accesso di nuova generazione, perché se è vero che questo aspetto ha visto un miglioramento rispetto allo scorso anno (dal 36% al 44%), ma non più che in altri paesi dell’UE, continua comunque a mantenere il suo 27simo posto.

Capitale umano
Con un punteggio di 0,42 del capitale umano, l’Italia è al 24esimo posto tra i paesi dell’UE. Il paese ha migliorato il suo punteggio e classifica rispetto all’anno precedente (0,38), ma la dotazione del Capitale Umano è ancora un problema per l’Italia. L’Italia non potrà godere dei benefici dell’economia digitale fintanto che un terzo della sua popolazione si asterrà dell’utilizzo regolare dell’internet. La principale causa di questa mancanza di competenze digitali è da ricercarsi nel basso livello di istruzione della popolazione italiana (solo il 42% della popolazione ha un livello d’istruzione al di sopra della scuola secondaria inferiore) e l’età media della popolazione.

Utilizzo dell’Internet
Gli utenti di Internet italiani si impegnano nelle attività online molto meno rispetto alla media europea. Tuttavia, l’utilizzo dei contenuti digitali (come la riproduzione di musica, video e giochi) è effettuato dal 52%, quindi vede molti più utilizzatori italiani rispetto alla media UE. Al contrario, le operazioni complesse come eBanking (43%) e lo shopping online (39%) sono meno comuni. La lettura di notizie online è meno diffusa (57%) rispetto alla quasi totalità degli altri stati membri dell’Unione Europea e in Italia questo punteggio è addirittura in diminuzione. Tra i motivi probabilmente vi è l’espansione dei pagamenti, che scoraggia i lettori occasionali, e l’ampliamento degli utenti con un livello di istruzione più basso rispetto alla media.

Integrazione della Tecnologia Digital
Nell’integrazione della tecnologia digitale da parte delle imprese l’Italia si colloca al 20esimo posto tra i paesi dell’Unione Europea con un punteggio di 0,31 (sostanzialmente invariato rispetto allo scorso anno). Una vera economia digitale è quella in cui le imprese sfruttano pienamente le possibilità ed i vantaggi offerti dalle tecnologie digitali, sia per migliorare la loro efficienza e produttività, nonché per raggiungere i clienti e realizzare le vendite. Sembra che le PMI italiane si stiano lentamente rendendo conto che il canale e-commerce può essere uno strumento importante per ampliare i propri mercati e per contrastare la crisi economica.

Servizi pubblici digitali
Per i servizi pubblici digitali l’Italia si classifica al 17simo con un punteggio di 0,54. La disponibilità di servizi pubblici on-line ha registrato progressi ma c’è ancora spazio per migliorare l’utilizzo da parte delle amministrazioni, al fine di rendere più facile la vita per i cittadini. L’uso dei servizi pubblici resta infatti un tallone d’Achille, solo il 18% degli utenti di Internet compila i moduli on-line. Tra le cause sicuramente i diversi livelli di competenze digitali, tuttavia le amministrazioni potrebbero fare veramente di meglio per migliorare l’utilizzo dei loro servizi on-line.

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