La competitività dell’industria ferroviaria europea e la capacità nel settore spaziale per la sicurezza e difesa europea

Oggi durante la riunione della Commissione per l’Industria, la Ricerca e l’Energia (ITRE) abbiamo discusso, tra i vari temi, due questioni di grande importanza per l’Italia. La prima riguardava la competitività dell’Industria Ferroviaria Europea. La collega relatrice, Martina Werner, ha svolto un ottimo lavoro portando l’attenzione su un settore cruciale dell’industria manifatturiera europea. L’industria ferroviaria europea rappresenta, infatti, il 46% del mercato mondiale e deve essere un volano per la creazione di nuovi posti di lavoro e per l’innovazione. Per far sì che ciò avvenga però è necessario avere delle priorità chiare a livello di politica industriale europea, e coordinarle coerentemente con la nostra politica commerciale. È fondamentale che sia rispettato il principio della reciprocità e dell’accesso simmetrico a mercati terzi.

La scelta degli strumenti finanziari deve poi essere coerente con i nostri obiettivi strategici. Attenzione allora perché i trasporti sono ovviamente un asset strategico e in questo settore, come in tanti altri, il pericolo numero uno si chiama Cina. A tal riguardo, tra le questioni toccate dalla risoluzione, mi preoccupa quindi in particolare il riferimento all’EFSI (Fondo Europeo per gli Investimenti Strategici). Siamo preoccupati della concorrenza cinese, ma poi permettiamo loro di investire in settore strategici attraverso il Piano Juncker.

Il secondo tema era incentrato invece sulla Capacità nel Settore Spaziale per la sicurezza e difesa europea. Al nostro modo di vedere, nel settore spaziale l’Unione europea deve essere orientata in primo luogo verso la dimensione civile. Non dobbiamo dimenticare, infatti, che l’obiettivo principale di Galileo e Copernicus, è quello di aumentare la disponibilità, la qualità e l’indipendenza dei dati di navigazione e di monitoraggio della terra, in modo da aiutare una moltitudine di settori industriali e di servizi a decollare.

Noi, come Commissione ITRE, dobbiamo assicurarci che l’uso di questi dati sia effettivamente utile alla società, alla ricerca e agli imprenditori, e penso in particolare alle start-up innovative e alle PMI. Puntiamo ad avere un numero sempre più alto di imprese europee in grado di utilizzare il grande potenziale di questi dati e di sfruttare al meglio queste nuove tecnologie, senza poi essere però obbligate a traslocare fuori dall’Unione Europea o a dipendere da dati di origine esterna.

Fissata questa priorità, infine, è necessaria la massima coerenza su budget e governance. L’UE ha investito molto nelle politiche spaziali; prima di creare nuove strutture per la loro gestione deve essere chiaro e ben definito, anche attraverso studi approfonditi, come e in che direzione ci stiamo muovendo.

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