La crisi delle popolari venete e l’incapacità di governo, Banca d’Italia e Regione Veneto

L’articolo di Enrico Grazzini (apparso oggi su Eunews e pubblicato il 4 luglio su Micromega online) mette in luce molto bene come la crisi delle popolari venete sia la dimostrazione dell’evidente incapacità del governo italiano, della Banca d’Italia e della Regione Veneto a gestirla.

Le attività bancarie sono fallite e sono state regalate a Banca Intesa (che le ha comprate per un euro).

Il governo non si è assolutamente preoccupato della situazione e ha pensato bene di risolverla usando i soldi dei contribuenti italiani, impegnandosi per circa 17 miliardi. Ancora una volta a farne le spese sono i cittadini e a raccogliere i profitti è una banca: Banca Intesa. 

Boom di vendite per la vendita di bici elettriche: le maggiori case costruttrici sono venete

10mila bici elettriche sono state vendute nel 2016 in Italia, registrando un aumento del 78% rispetto all’anno precedente. Moltissime case costruttrici sono italiane e grazie alla loro produzione si è registrato anche un aumento dei posti di lavoro del 28,5% (merito delle 800 aziende produttrici nel settore bici).

La bicicletta è un mezzo di trasporto che fa bene alla salute, è economico e rispetta l’ambiente, ma la nuova frontiera è la bicicletta elettrica (a pedalata assistita o con motore elettrico). La e-bike si presenta infatti come una valida alternativa ai tradizionali mezzi di trasporto, unendo i benefici della bicicletta classica, la comodità dell’elettrico e conservando il lato ecologico, poiché non emette sostanze inquinanti.

Le imprese italiane che investono nell’industria 4.0 e nell’e-commerce sono ancora poche

La maggioranza delle aziende manifatturiere italiane non ha ancora adattato o incrementato le tecnologie dell’Industria 4.0. La digital economy è un tipo di economia che si basa sulle tecnologie digitali sfruttando i dispositivi informatici, inclusi gli strumenti hardware e software e che si fonda principalmente sulla digitalizzazione, sul mondo virtuale e sull’innovazione. Un’economia che sta facendo passi da gigante nel mondo intero.

In Italia invece, secondo gli ultimi dati Istat, le aziende che nel 2017 hanno provveduto a rinnovare i propri sistemi di produzioni sono solo sei su 22: gli autoveicoli, l’elettronica, le apparecchiature elettriche, la farmaceutica, la metallurgia e i macchinari. 

Il tasso di disoccupazione in Italia è molto più alto delle stime Istat

I dati sulla disoccupazione in Italia sono fin troppo ottimistici: una recente ricerca della Fondazione Giuseppe Di Vittorio ha infatti dimostrato che i dati rilasciati dalla Banca centrale europea qualche mese fa, in realtà non sono giusti poiché a quanto pare il tasso di disoccupazione reale nel 2016 non si sarebbe fermato all’11,7% ma sarebbe arrivato al 23,8%.

Il dato rilevante è che ci sarebbero forze di lavoro “nascoste”: per essere considerati occupati basta infatti svolgere solo un’ora di lavoro in una settimana. Anche chi è alla ricerca di un posto di lavoro è considerato disoccupato. 

I cittadini non sono abbastanza informati sui possibili vantaggi delle politiche ambientali

Secondo una recente comunicazione del CESE (Comitato Economico e Sociale Europeo), l’ambiente e le politiche ambientali dell’Unione europea sono ancora sconosciute sia agli organi istituzionali che ai cittadini degli Stati membri.

Il problema è che il tema ambientale è visto molto spesso come una costrizione e non come un vantaggio da cui trarre benefici: l’economia circolare e la creazione di aziende green, sono importanti fattori che porterebbero alla creazione di nuovi posti di lavoro e benefici dal punto di vista socio-economico. 

Il Parlamento europeo blocca l’adesione della Turchia all’Ue

Il Parlamento europeo ha approvato un rapporto che chiede di sospendere i negoziati di adesione della Turchia all’Ue, nel caso in cui le riforme costituzionali previste da Erdogan, che vedranno l’espansione dei poteri presidenziali, saranno attuate senza modifiche.

La risoluzione è stata approvata con 477 voti favorevoli (il gruppo Efdd – MoVimento 5 Stelle ha votato a favore), voti con cui i deputati hanno manifestato la preoccupazione riguardo l’ennesimo attacco alla democrazia da parte del Presidente turco, che ha fatto ancora una volta marcia indietro sullo Stato di diritto, sui diritti umani e libertà di stampa, facendo arrestare la direttrice di Amnesty International Turchia, Idil Eser, e altri attivisti per i diritti umani. 

Necessario salvare il territorio: Treviso è la provincia veneta che costruisce di più

Il consumo di suolo è un problema diffuso in tutta Italia, ma Treviso è la provincia che ha costruito di più in Veneto tra 2015 e 2016 e il 12% della sua superfice è coperto da cemento.

Per questo motivo la Regione ha deciso di adottare una linea dura al fine di trovare un equilibrio in un’ottica di recupero e di ripristino del suolo dove possibile. La legge è stata adottata nella prospettiva europea del consumo di suolo zero fissato per il 20150 e vedrà un’azione di rigenerazione, ripristino e demolizione delle zone inadeguate. 

Accordo CETA: i prodotti tipici italiani potranno essere taroccati senza alcuna tutela

Stamattina una trentina di dirigenti e rappresentanti delle amministrazioni comunali del Veneto hanno preso parte alla manifestazione anti CETA tenutasi a Roma davanti Montecitorio.

L’accordo economico e commerciale UE-Canada (CETA), che ha l’obiettivo di aumentare il commercio in beni e servizi e gli investimenti, è stato approvato dal Parlamento europeo il 15 febbraio 2017 dal Parlamento europeo e permetterà di copiare e taroccare liberamente tutti i prodotti tipici del Made in Italy.

Cementificio Pederobba: arriva la risposta dell’Europa

È arrivata la risposta della Commissione europea all’interrogazione parlamentare che il Movimento 5 Stelle ha inviato lo scorso aprile per far luce sulla questione del cementificio di Pederobba (TV). Abbiamo chiesto come si intende proteggere i cittadini da una pratica che aumenta le emissioni di pericolosi inquinanti e mette in pericolo la salute dei cittadini. 

Imprenditoria femminile in continua crescita: come è cambiato il mondo del lavoro

Negli ultimi decenni il mondo del lavoro femminile è cambiato notevolmente e in tutti i Paesi europei le donne hanno sempre più preso parte ad ogni settore delle attività lavorative, perfino nel settore imprenditoriale.

Le donne hanno affrontato un lungo percorso, iniziato fin dagli anni Settanta, che nel corso dei decenni ha portato loro ad un’emancipazione importante a livello lavorativo e soprattutto a livello imprenditoriale, occupando posizioni lavorative che fino a qualche tempo fa erano di pertinenza esclusiva degli uomini.